La psicologia cognitiva alle prese con l’abbigliamento


Carla Gozzi e Enzo Miccio, i conduttori della trasmissione TV "Ma come ti vesti?!"Sono anni che cerchiamo di trasmettere il concetto che gli abiti diventano parte integrante del modo di essere e di fare di una persona, e finalmente sociologi e psicologi, ci hanno dato ragione con ricerche dai
risultati sorprendentiMentre
“Ma come ti vesti?!”, uno dei più popolari show di moda in Italia ha dato il via all’undicesima stagione, come sempre all’insegna di impietose analisi del look del protagonista di ogni puntata, la ricerca psicologica ci offre l’opportunità di affrontare il tema in modo più consapevole e costruttivo.

Se da un lato abbiamo sempre saputo che gli abiti condizionano il modo in cui ci vedono gli altri, la scienza mostra come il nostro abbigliamento possa avere un impatto determinante nella nostra vita di tutti i giorni, arrivando ad influenzare il nostro umore e perfino le nostre prestazioni.

 

Se è il costume a fare l’eroe

Vestirci da Superman può portare allo scoperto il Piccolo Eroe che è in ognuno di noi

Una delle prime sorprese che ci riserva la ricerca riguarda il modo in cui l’abbigliamento e la sua valenza simbolica ha effetto sulle nostre prestazioni.

E’ stato dimostrato che è sufficiente indossare una t-shirt di Superman per percepirsi più forti e positivi, facendo proprie, in qualche modo le virtù del proprio eroe.

In uno studio del 2012 presso la Northwestern University, i ricercatori hanno rilevato che di fronte all’associazione tra un capo d’abbigliamento e la professione medica, chi lo indossava mostrava risultati migliori ai test cognitivi rispetto a chi, indossando lo stesso indumento, era convinto che si trattasse di un camice da imbianchino.

Questo fenomeno, in psicologia cognitiva, viene definito effetto priming, e implica che chi indossa un abito deve potergli attribuire un valore simbolico per poterlo fare proprio.

Accade così che talvolta, per darci la carica, scegliamo di indossare abiti che incarnano in qualche modo i valori che vogliamo assimilare. Il nostro outfit, divertente, creativo o professionale, sarà l’ispirazione di cui avremo bisogno in quel momento della nostra vita.

Che cosa dire allora degli abiti da lavoro? E’ possibile per un’azienda trasformare i propri dipendenti in eroi?

 

Il fascino della divisa

Le divise da lavoro possono avere un effetto dirompente sui rpporti e sul rendimento dei dipendenti. Non siamo noi ad affermarlo, ma un’autorevole ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Evolution and Human Behaviour. Dagli studi è infatti emerso che persone che indossano abiti professionali riescono ad ottenere più facilmente la collaborazione degli altri. Un’ottima spiegazione per cui molte aziende chiedono ai propri dipendenti di indossare abiti formali anche a coloro la cui mansione non richiede il contatto col pubblico.

Nelle donne che ricoprono ruoli di rilievo si tende ad apprezzare maggiormente un outfit rigoroso, mentre agli uomini l’abbigliamento su misura dal taglio sartoriale regala un aspetto più fiducioso e affidabile.

E’ anche dimostrato che si tende a dare maggior fiducia a persone vestite come noi, e ciò diventa doppiamente importante quando si considera di scegliere l’abbigliamento da lavoro.

 

Nelle donne che ricoprono ruoli di comando è preferibile un look sobrio, mentre negli uomini il must è un abito realizzato su misuraVale la pena di chiedersi: chi è il mio pubblico?

Che valori sto cercando di trasmettere?

A volte è sufficiente fare piccoli aggiustamenti e puntare su piccoli dettagli per cambiare la percezione di noi stessi, a costo di indossare della biancheria intima con la S di superman!

Super-outfit per super-performance!
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